sabato 28 luglio 2007
Sotto questo sole bello scavare sì... ma c'è da crepare!
Pubblicato da Tanja alle 08:14 3 commenti
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domenica 22 luglio 2007
A te...
una sola goccia di luna nell'erba,
lascian camminando due ombre che s'unisco,
lasciano un solo sole vuoto in un letto.
Di tutte le verità scelsero il giorno:
non s'uccisero con fili, ma con un aroma
e non spezzarono la pace né le parole.
E' la felicità una torre trasparente.
L'aria, il vino vanno coi due amanti,
gli regala la notte i suoi petali felici,
hanno diritto a tutti i garofani.
Due amanti felici non hanno fine né morte,
nascono e muoiono più volte vivendo,
hanno l'eternità della natura.
(da Cento sonetti d'amore di Pablo Neruda)
Pubblicato da Tanja alle 09:07 1 commenti
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giovedì 12 luglio 2007
"Io amavo la mia malattia..." Lettera di un presunto pazzo

Cos'è la normalità? Ed in cosa differisce dalla pazzia?
Non siamo forse tutti un po' malati di follia?
Dalle memorie di Zeno Cosini
Addio propositi: finalmente ne ero libero. Tutto avrebbe seguito la sua via senz'alcun mio intervento.
Scopersi anche che la mia malattia era sempre o quasi sempre molto dolce. Il malato mangia e beve molto e di grandi sofferenze non ci sono se si bada di evitare i bubboni.
Poi si muore in un dolcissimo coma. (...)
M'imbattei poi nel dottor S. Mi domandò se avevo deciso di lasciare la cura. (...)
- Se lei esamina il suo animo, lo troverà mutato. Vedrà che ritornerà subito a me solo che s'accorga come io seppi in un tempo relativamente brece avvicinarla alla salute.
Ma io, in verità, credo che col suo aiuto, a forza di studiare l'animo mio, vi abbia cacciato dentro delle nuove malattie.
Sono intento a guarire della sua cura. Evito i sogni ed i ricordi. (...)
A differenza delle altre malattie la vita è sempre mortale. Non sopporta cure. Sarebbe come voler turare i buchi che abbiamo nel corpo credendoli delle ferite. Morremmo strangolati non appena curati.
Ma non è questo, non è questo soltanto.
Qualunque sforzo di darci la salute è vano. Questa non può appartenere che alla bestia che conosce un solo progresso, quello del proprio organismo. (...)
Ma l'occhialuto uomo, invece, inventa gli ordigni fuori del suo corpo e se c'è stata salute e nobiltà in chi li inventò, quasi sempre manca in chi li usa. Gli ordigni si comperano, si vendono e si rubano e l'uomo diventa sempre più furbo e più debole. Anzi si capisce che la sua furbizia cresce in proporzione della sua debolezza. I primi suoi ordigni parevano prolungazioni del suo braccio e non potevano essere efficaci che per la forza dello stesso, ma, oramai, l'ordigno non ha più alcuna relazione con l'arto. Ed è l'ordigno che crea la malattia con l'abbandono della legge che fu su tutta la terra la creatrice. La legge del più forte sparì e perdemmo la selezione salutare.
Altro che psico-analisi ci vorrebbe: sotto la legge del possessore del maggior numero di ordigni prospereranno malattie e ammalati.
Forse traverso una catastrofe inaudita prodotta dagli ordigni ritorneremo alla salute. Quando i gas velenosi non basteranno più, un uomo fatto come tutti gli altri, nel segreto di una stanza in questo mondo, inventerà un esplosivo incomparabile, in confronto al quale gli esplosivi attualmente esistenti saranno considerati quali innocui giocatoli. Ed un altro uomo fatto anche lui come tutti gli altri, ma degli altri un po' più ammalato, ruberà tale esplosivo e s'arrampicherà al centro della terra per porlo nel punto ove il suo effetto potrà essere il massimo. Ci sarà un'esplosione enorme che nessuno udrà e la terra ritornata alla forma di nebulosa errerà nei cieli priva di parassiti e di malattie. "
Pubblicato da Tanja alle 14:28 2 commenti
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giovedì 5 luglio 2007
Alle stelle...
"Le stelle stanno in cielo,
i sogni... non lo so...
so solo che son pochi
quelli che si avverano."
"Piccola stella.
Quando ieri notte ho alzato gli occhi al cielo, mi si è fermato il respiro... Il manto scuro della volta celeste era costellato di piccoli fuochi vibranti tra i quali spiccava Venere in tutto il suo splendore. Mi sono fermata a contemplare tutta quell'immensità con la stessa meraviglia della prima volta ed ho sentito nel profondo che sotto un cielo tanto maestoso è impossibile sentirsi soli. Ci si sente accolti in un caldo abbraccio come da una coperta nelle fredde notti invernali...e protetti, al sicuro, come al pensiero che qualcuno sta vegliando su di noi... il cielo è un buon amico nei momenti di sconforto, perchè ci ascolta silenzioso e ci consola con mille bagliori rassicuranti. Verso il cielo possiamo liberare i nostri sogni, i desideri che pulsano più in profondità facendoci sentire vivi, nelle nostre mani il potere di realizzarli.
Pubblicato da Tanja alle 23:02 1 commenti
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Locus amoenus
Avete presente quei luoghi meravigliosi che trasudano pace e tranquillità, dove gli uccellini cinguettano lieti e le "verdure" (per usare un'espressione duecentesca) crescono fiorenti? Un luogo ameno dove poter cercare e trovare il ristoro dei sensi...? Ecco, proprio quello. Si dà il caso che in uno sperduto quartiere della ridente città di Bolzano sia ubicata una piiiccola bottega artigiana che produce sogni e felicità, All Computers. Chiunque si addentri, non dico nel retrobottega, dove accadono eventi mirabili, ma anche solamente fino al bancone del piccolo mondo fatato, può beneficiare dell'aura magica che avvolge l'intera bottega. Essa è abitata da uno gnometto simpatico e rubicondo che risponde al nome di Apolo e che, dietro ad una fittizia attività di informatico e riciclo di denaro sporco, nasconde in realtà tutt'altra natura. Egli infatti si diletta nelle pratiche magiche attorniato e supportato da uno stuolo di fatine, elfi e folletti i quali, oltre a fornirgli ingredienti per pozioni e vittime sacrificali, di tanto in tanto si adoperano nella riparazione di pc per coprire le arcane attività esoteriche di Apolo.
Io ci sono stata.
Ho trascorso l'intero pomeriggio nascosta tra le cartucce Epson spiando le mosse del maghetto ed ho scoperto misteri e magie inimmaginabili!! Un giorno, se vorrete, ve le narrerò. Se passate di lì, entrate e rendete omaggio all'eccelso maghetto donandogli oro, incenso e mirra. Lui vi ricompenserà trasformandoli in piombo...
Pubblicato da Tanja alle 18:07 0 commenti
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Apolus l'Eccelso

Chi è costui? Ma come, non lo conoscete? Allora non vi è mai capitato di avere il pc in panne! Perché quest'uomo, amici miei, oltre che il mio illustre maestro di vita (si fa per dire...) è anche e soprattutto un esperto di...ehm...cose... tipo: hai tirato su 97 virus pestilenti che minacciano di mettere KO il tuo amico elettronico? Non ti funziona Internet? Hai la memoria invertita? Hai fuso le porte di popap, o forse erano già così quando hai acquistato l'arcano ordigno? Non trovi più le icone sul "desto"? Bene amico! Hai trovato la persona che fa per te: Apolus l'Eccelso!
Presentati alla porta del suo negozio con un sorriso e tanta pazienza perché, si sa, i geni sono alquanto suscettibili. Se comincerà a maledirti tirerai fuori una corona d'aglio che gli infilerai prontamente al collo, poi lo aspergerai con acqua santa. A quel punto sarà disposto a sistemarti il pc anche a gratis e senza protestare perché gli avrai raccontato un sacco di balle minimizzando le effettive rogne della macchina. Non è un tipo semplice da trattare, ma se si hanno gli strumenti giusti è un agnellino. Insomma, se non lo fosse non porterebbe la tunica papale, no?
Ah, Apolus, se non ci fossi bisognerebbe farti quanto meno disegnare...
Pubblicato da Tanja alle 09:50 0 commenti
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Theoi mèn gar eisin
Cerchiamo di conoscere le cose che fanno la felicità, perché quando essa c'è tutto abbiamo, altrimenti tutto facciamo
per possederla.
Pratica e medita le cose che ti ho sempre raccomandato:
sono fondamentali per una vita felice.
Prima di tutto considera l'essenza del divino materia eterna e felice (...). Non attribuire alla divinità niente che sia diverso dal sempre vivente o contrario a tutto ciò che è felice,
vedi sempre in essa lo stato eterno congiunto alla felicità.
Gli dei esistono, è evidente a tutti,
ma non sono come crede la gente comune, la quale è portata a tradire sempre la nozione innata che ne ha. Perciò non è irreligioso chi rifiuta la religione popolare, ma colui che i giudizi del popolo attribuisce alla divinità. Tali giudizi, che non ascoltano le nozioni ancestrali, innate, sono opinioni false. A seconda di come si pensa che gli dei siano, possono
venire da loro le più grandi sofferenze come i beni più splendidi. Ma noi sappiamo che essi sono perfettamente felici, riconoscono i loro simili, e chi non è tale lo considerano estraneo.
(Epicuro, Lettera sulla felicità)
Pubblicato da Tanja alle 08:39 0 commenti
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