02.11.2007
La diga è a dir poco stupefacente. Alta oltre 260 metri, mi ha dato l'impressione di un enorme foglio di carta incastonato nella montagna... un foglio che ha retto la pressione della frana del monte Toc contenendola oltre la gola della valle, ma che non ha impedito che oltre 50 milioni di metri cubi d'acqua ne scavalcassero il coronamento radendo letteralmente al suolo il paese di Longarone situato a valle della stretta gola. Quasi 2000 persone persero la vita in quella che è stata giudicata una tragedia annunciata, ma il cui pericolo sembra essere stato allora sottovalutato da chi doveva ricavare enormi profitti dalla costruzione della diga..jpg)
Ci si trova così, con la frana, da una parte, tanto vicina da sembrare sul punto di addossarsi ulteriormente alla parete della struttura, il baratro dall'altra, e in fondo ad esso il rivolo del torrente che scorre tra le rocce in direzione del Piave, e noi, nel mezzo, a chiederci come l'uomo abbia potuto concepire ed erigere un'opera di tali impressionanti proporzioni facendosi però tradire, nella sua brama di potere, dallo stesso gigante da lui creato.
Questo luogo spinge ad importanti riflessioni su certi comportamenti messi in atto dall'uomo. Viene da chiedersi se valga davvero la pena di rischiare tanto per stringere in mano un pugno di denaro. E forse non a caso spesso la risposta ci viene data dalla natura stessa che ci si rivolta contro.La diga dopo il disastro






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